"IX SAGRA della PATATA"

PARROCCHIA DEI SANTI ANDREA E AGATA

3 & 4 LUGLIO 2010

 

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BLOG… IN…PATATA

In occasione del Natale 2008, la Parrocchia insieme al Comune di S.Agata Bolognese  ha lanciato una iniziativa per ricordare il grande mistero della nascita di Gesù, proponendo ai negozianti del centro-paese, di allestire un presepio nelle vetrine dei loro esercizi. L’estro e la fantasia (unita alla “voglia”= trad. la “voja”) si sono avvicendati in una bella competizione, che ha manifestato, che il “nulla” o il fatuo”  del momento attuale, non ce l’hanno ancora fatta a sconfiggere quel po’ di buono e di bello che c’è in ognuno di noi. Alle forme tradizionali di rappresentare la Natività, si è aggiunta quella di usare gli elementi che costituiscono la rendita del lavoro dei commercianti. Così il negozio di frutta e verdura non poteva non utilizzare i propri prodotti per fare il presepio. Entrando in esso, a me ha colpito, come la capanna, che accoglieva il Figlio di Dio, era fatta con le patate. Esse si prestavano bene per dare il senso dell’umiltà e della solidità della grotta, divenuta dimora del Bambin Gesù.

Che strano accostamento!

Non è forse la stessa cosa che giustifica la Sagra della Patata? Serve solo ad uno “scopo gaudente” per il primo fine settimana di luglio? Quale ragione spinge al sacrificio tutti i volontari, in essa impegnati?

Se lo si chiede loro, la risposta è chiara: lavoriamo per la parrocchia! Abbiamo la chiesa parrocchiale da restaurare!

Con le patate….? Ebbene sì…Niente succede a caso!

Chi sa leggere in profondità, si accorge che, negli avvenimenti quotidiani, ci sono tanti segni, che indicano il cammino per la  nostra grande famiglia parrocchiale.

E se le patate crescono lungo il nostro percorso, ciò significa che esse vogliono essere al nostro servizio.

Certo, il loro destino è tragico. E’ vero. Finiscono nell’olio bollente di una friggitrice, o nella pentola, o nel cuore di un tortellone. Si mescolano con uova e farina e diventano pasta per gnocchetti. Si confondono anche con lo zucchero e il ghiaccio, per trasformarsi in gelato…

Guai se una patata, consapevole della sorte che le viene riservata, si nascondesse sottoterra, magari chiedendo aiuto ai vermi del sottosuolo. Essi la salverebbero dalle mani assassine dei contadini e dei cuochi.  Essi andrebbero ben presto a dimorare dentro di lei, ma le mangerebbero il cuore e ben presto morirebbe, senza servire a niente: essere buttata via e calpestata dai passanti…

Essa invece sa che quando viene strappata dalla sua radice,  svestita del suo abito, messa a bollire o, tagliata a fette, a friggere, può servire per grandi cose… Come sarebbe bello che anche a qualcuno, che verrà alla Sagra, mosso solo dall’acquolina per le patatine fritte, balenasse il pensiero che, nonostante quel terribile vizio capitale che è la gola, assassina più della spada, mangiando patate, contribuisce a comprare qualche mattone (e ce ne vogliono tanti) per tenere in piedi la casa di Gesù.

Allora, che cosa aspettate? Noi siamo già in pentola…

Donga

 

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