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    LETTERA DONGA 2006 

    V SAGRA DELLA PATATA 

 SCHIZZI......A  PARTE

Che fatica ragazzi! Per fortuna Dio ha messo alle mie costole un pungolo, un messo di…, che non mi permette neanche di respirare pur di farvi arrivare le mie parole. Alla fine ho ceduto, non avendo più scusanti. Mi sono messo alla “consolle” e ho scritto…..Subito mi è venuta in mente la prima volta che ho mangiato, in casa di amici, la “fondue”. Era davvero interessante vedere come tutti, armati di un forchettone, infilzassero stralci di carne da immergere nell’olio bollente. Con grande ingenuità, mista a voglia di attaccare bottone con chi mi aveva invitato, gli chiesi come mai nel recipiente, in cui si scaldava l’olio, ci fosse una patata. Orgoglioso, nonostante questa mia “stupida domanda”, egli mi diede la risposta più ovvia. L’olio è bollente e, se vi si immerge della carne da cuocere, non tarda ad emettere schizzi con un certo disagio, per non dire pericolo, per i convitati. Ecco la funzione della patata: assorbire gli schizzi dell’olio, per garantire la cottura del pezzo di carne con manovre di immersione ed emersione, senza danni o pericoli.

 

La  favola insegna che…, diceva il vecchio Esopo. Non se ne abbia a male, se ho osato emularlo con il genere didattico della favola. L’olio assomiglia alla nostra vita che condividiamo con gli altri. Essa è animata (ecco il bollore…) dai nostri pregi e difetti. Se lasciamo libero spazio a questi ultimi, vanno in crisi i rapporti interpersonali. E’ necessario che ci sia qualcuno o qualcosa che impedisce di ribollire ai nostri istinti, o meglio al nostro orgoglio o invidia o egoismo ( chi più ce ne ha li metta) di schizzare qua e là.

 

In ogni comunità questo ruolo di mediazione o di equilibrio sano e avveduto, è riservato a qualcuno in particolare. E sono fortunate quelle associazioni che possiedono tali personaggi. Anche tra i primi cristiani di Gerusalemme l’avversione verso san Paolo da parte di molti, e il suo carattere irruente, rischiavano di combinare parecchi guai. Per fortuna, c’era un certo Barnaba che, con il suo equilibrio e con la sua saggezza non poco giovò alla causa della  comunione ecclesiale. In poche parole questi si comportò come la patata della mia “favola”. Permettete che mi chieda perché proprio la patata ha queste capacità. La ragione biologica non spetta a me dirla. Forse la patata, che è nata e cresciuta sempre sottoterra, e viene alla luce solo per essere consumata, è allenata a quel ruolo di assorbimento dell’olio. Essa fa proprio pensare all’umiltà (questa parola deriva dal latino “humus” che significa terra), la virtù capace di smorzare ogni sussulto irriguardoso dell’orgoglio, ogni assalto dell’ira, ogni personalismo egoistico ecc…, per comporre tutti nell’unità.

Forse la sagra della patata, vuol insegnarci a tutti, noi organizzatori e quanti ad essa intervengono, proprio questo meraviglioso segreto.

 

Grazie e…. buona patata a tutti

Donga  (Lettera 2006)