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Non
sono stati mesi facili, quelli che stiamo lasciando alle spalle.
La ripresa economica assomiglia alla sagoma sinuosa di un
fantasma che non si riesce ad afferrare. E la ricaduta di tale
situazione sul traning familiare genera delusione e nervosismo.
Mi capita spesso di scontrarmi con questi pensieri,
quando, a notte avanzata, giro con la corona in mano per la
nostra piazza deserta. Trovo una certa somiglianza con il
profeta Geremia, che “brancolava come un ubriaco tra le rovine
di Gerusalemme incendiata dai babilonesi, in una città deserta e
spettrale, piangendo: “Ho cercato consolatori, ma, invano, non
ne ho trovati”!
Non
cambia la situazione al sorgere del sole. Anzi mi sembra che la
gioia, nel volto di chi si apre al futuro (penso ai nostri
ragazzi), sia solo la ricerca dell’ “attimo fuggente”:
divertiamoci, mangiamo e poi moriremo!
Come se non bastasse ci si è messo anche il tempo a
fare pazzie e aumentare la nostra inquietudine. Per fortuna che
possiamo consultare le previsioni del tempo!...
Guai, se tutto questo genera in noi cristiani triste
rassegnazione. Non possiamo stare alla finestra e piangere.
Dobbiamo accettare la sfida anche dell’attuale momento.
Proprio
per questo proponiamo ancora la “SAGRA DELLA PATATA”, che così
giunge alla sua nona edizione.
Certamente è già venuta la voglia di fare il punto, o di
mettere i puntini. Inevitabilmente, più si procede, più si
devono fare delle scelte. E non tutto quello che è bello è
sempre fattibile!
Deve invece essere chiara la sorgente
che muove la nostra comunità parrocchiale a fare certe cose e a
proporre iniziative. Questa non può inaridire: Dio è amore
e chi ama si dona con gioia. E’ proprio per la nostra
fede che noi cristiani ci sentiamo “spinti” a far traboccare
dalla nostra chiesa nel nostro circolo e nella piazza, gioia.
La gioia dello stare insieme, del condividere cibi squisiti e
vini prelibati, dello scambio reciproco, del danzare e cantare e
del sostenerci l’un l’altro.
Nelle lettere scritte per le precedenti otto
edizioni ho cercato di proporre qualche pensiero di riflessione,
giocando o fantasticando con la “patata”. Fin che era
piccolina la “patata”, ci stava che si facesse anche un po’ di
poesia e di retorica. Adesso la PATATA compie nove anni, entra
nella fase adolescenziale, comincia ad alzare la testa. Si
sente “qualcuno” e dice la sua. Vuole essere buona e gradevole.
Nel menu ci tiene ad essere la “protagonista” e se
proprio deve fare da contorno è sempre lei a determinare
il giudizio favorevole. Sa che ci sono palati sopraffini che
giudicano senza mezzi termini la proposta della cucina. Sa che
c’è l’impazienza di chi deve fare una lunga fila prima di essere
a tavola; o la pretesa di un servizio rapido ed efficiente; o
chi si è dimenticato che il pranzo della domenica richiede
prenotazione…..
Una cosa è certa: la PATATA vuole che essa sia
curata in tutti particolari, e questo per non fare delle brutte
figure. A lei, però, sta molto a cuore ricordare che il fine
ultimo degli operatori che dedicano ad essa tempo ed energie, e
di coloro che vengono alla Sagra a mangiare, è per rendere la
nostra Chiesa parrocchiale, bisognosa di restauro, una degna
dimora di Dio, fra le case degli uomini.
L'unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché
vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante. È, allora,
necessario ritrovare la capacità di muovere incontro alla vita
sapendo che Dio dissemina spesso nel deserto i fiori (le
patate!!!) più belli. Egli sa far sbocciare meraviglie anche
laddove pare dominare il grigiore di una steppa arida e
desolata.
Carissimi
amici, l’invito è fatto.
Squillino
le trombe e rullino i tamburi.
Una mano
sul cuore e l’altra al portafoglio…
La PATATA
vi attende.
Donga 2010
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La
nube si è
fermata al "Losco”
Ridendo e scherzando (…ma a volte anche faticando
e sclerando) siamo arrivati all’edizione numero nove della ormai
famosissima PATASAGRA di S.Agata Bolognese. Evento senza scopo
di Lucro, che anche quest’anno si impegna a raccogliere fondi
per il restauro della Chiesa.
Nemmeno
la fitta nube sprigionata dal vulcano in Islanda ha potuto
offuscare questa edizione, né ha potuto rendere sterile il tanto
fertile terreno della nostra campagna bolognese.
Si
narra infatti che tale nube si sia fermata miracolosamente sul
famigerato ponte del Losco (al pàunt dal Lòsc), lo
storico e tanto narrato ponte che divide le terre nonantolane
dal territorio bolognese, mentre il nostro prezioso tubero
cresceva silenzioso sotto terra….
Malpensa, Fiumicino, Parigi, Londra, Francoforte, tutti gli
scali più trafficati d’Europa si sono fermati, noi no!
Ed
eccoci qua, noi del PataStaff ancora una volta a ricominciare
una sfida diventata sempre più ardua, ma con un altro anno di
esperienza in più sul campo.
Festa organizzata e gestita sempre e completamente da volontari
(grandi e piccoli) che vogliono sfruttare questa occasione per
vivere serata genuine.
Le
migliaia di persone che da anni sfamiamo e che diventano sempre
più numerose, ci danno lo stimolo per continuare ma soprattutto
per migliorare.
E
quindi VAI: cucina ingrandita, volontari raddoppiati,
riorganizzazione di tutti gli apparati!!!!! e soprattutto
pietanze tutte preparate artigianalmente, con la massima cura
come vuole essere la cucina bolognese!
E
se la Crisi Economica continua riducendo il potere d’acquisto
del singolo cittadino vicino allo zero, vi assicuriamo che alla
PataSagra riuscirete a ritagliarvi una serata gastronomica di
altissima qualità spendendo veramente il minimo necessario!
Il
passa parola che ogni anno accompagna la nostra festa, è la
prova concreta che quello che diciamo corrisponde al vero!
E
per finire, come continuamente suggerito da Voi da lungo tempo,
la Sagra sarà accompagnata da eventi musicali di altissima
qualità!
Un
grazie sempre più grande agli sponsor che anno dopo anno
continuano a collaborare e al Comune di S.Agata Bolognese
per il supporto che non ci fa mai mancare!
Non dimenticatevi di PRENOTARE IL PRANZO DI DOMENICA e di
visitare il nostro sito
WWW.PATASAGRA.COM!
Vi
aspettiamo numerosi!!!! Buona fila alla cassa del Donga e…..se
passate dal “ponte del Losco” gridate: “E
CHE SAGRA SIA!”
Il PataStaff |