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elle
antiche leggende medievali si racconta che un nipote di Matilde di
Canossa per evitare che nuovo iniziative si diffondessero a S.Agata e
distogliessero dal lavoro dei campi i buoni contadini partecipanti,
proibisse severamente l’uso della colla. Per cui si era formato il detto
che “a S.Agata nulla si attacca o sta attaccato”.
Un
gruppo di giovani coloni, intelligenti il giusto, cresciuti all’ombra
del campanile e discreti cacchiuti, confidando solo nel buon Dio,
diedero vita ad un intruglio particolare, prodotto di rara potenzialità,
che però sarebbe risultato vincente solo dopo il settimo anno
dalla sua costruzione. Cosicché, nonostante le diverse ispezioni sulla
fabbricazione del prodotto, sull’ottemperanza alle leggi, sulle tasse e
non ultimo sulla sicurezza e stabilità, quei giovani irriverenti e non
rassegnati al comune andazzo di badare solo a sé, riuscirono ad arrivare
al settimo anno e, meraviglia delle meraviglie, vedere che qualcosa
poteva incollarsi e radicarsi nel tessuto sociale della vita del paese.
All’osteria non si faceva altro che parlare di quel prodotto e,
nonostante le gufate e battute taglienti e i frequenti “i an det che..”,
i fatti davano ragione a quei burdigoni, un po’ scanzonati e
integralisti.
Non
c’erano segreti da custodire. Di che cosa era fatta la colla? La ricetta
era elementare e perfino banale: patate mescolate a “doulìa”.
Questo era il vero segreto. La “doulìa” potrebbe assomigliare
all’olio di gomito, usato a servizio degli altri. Solo così
quella “colla” era diventata, ed è, capace di introdurre stabilmente
nella vita e nelle attese paesane, una festa, e adesso si può già dire
“una tradizione”, che reca gioia e discreti vantaggi per il bene della
parrocchia.
….
Chi l’avrebbe detto che la nostra Sagra della Patata raggiungesse il
fatidico settimo anno e, cioè, superasse le tanti crisi e perplessità
che sono piombate addosso? Ebbene sì. E’ ora di cominciare a godere e a
favorire con affetto, collaborazione e umile servizio quanto, tramite
questo miracoloso tubero, generato dalla nostra terra, ci sentiamo
ancora di proporre, invitandovi alla SAGRA. E questa volta l’invito non
rimane nel vago, ma è molto chiaro:
NON
POTETE NON ESSERCI…. PER POTERE DIRE AI VOSTRI NIPOTI
IO C’ERO…
Con simpatia
(PROGETTO
RESTAURO CHIESA)
Un salutone:
Il vostro Donga
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